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articolo tratto dalla gazzetta del sud
Falsi incidenti e truffe assicurative, la piena confessione di sei arrestati – Attesa per le decisioni del Tribunale della libertà sulle misure cautelariCOSENZA – Le confessioni degli arrestati. Hanno ammesso le loro responsabilità i medici, gli avvocati e le altre persone coinvolte nell’inchiesta con cui la polizia stradale e la procura cittadine hanno scoperto un presunto e imponente giro di falsi incidenti e altrettanto fasulli risarcimenti dei danni. La collaborazione degli indagati trova conferme nei provvedimenti con i quali il giudice delle indagini preliminari che si è occupato del caso, Francesco Branda, ha motivato l’indebolimento della misura cautelare nei loro confronti. Pur sottolineando la permanenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari relative al pericolo di reiterazione delle condotte delittuose da parte di Sergio Bartoletti, Oscar Musacchio, Giuseppe Carlos Roperto, Martin Anthony Filardi, Cesare De Cicco, Patrik De Maddis e Alessandro Mandolito, il magistrato ha sottolineato come nel corso dell’interrogatorio di garanzia gli indagati hanno «parzialmente ammesso la propria responsabilità in ordine alle ipotesi contestate». Per quanto riguarda Bartoletti, De Cicco e Filardi, in particolare, il togato ha aggiunto che gli indagati hanno fornito pure «ulteriori chiarimenti». Per De Cicco, Roperto, Musacchio, De Maddis e Mandolito, il giudice delle indagini preliminari ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, mentre per Bartoletti e Filardi ha modificato gli arresti domiciliari con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il caso è esploso a metà febbraio, quando i poliziotti della Stradale di Cosenza nord, guidati dal comandante provinciale Antonio Provenzano e dal sostituto commissario Catello Cozza, hanno arrestato nove persone considerate variamente coinvolte in un presunta organizzazione che avrebbe lucrato sui rimborsi assicurativi. Secondo l’accusa Bartoletti avrebbe predisposto falsa documentazione sanitaria, in occasione di incidenti stradali, per ottenere risarcimenti per danni effettivamente mai subiti o, comunque, molto limitati rispetto a quelli denunciati. Inoltre, sempre a sentire l’ipotesi accusatoria, nelle relazioni medico-legali redatte in favore dei danneggiati, il professionista avrebbe provveduto a indicare una percentuale di danno biologico superiore a quella realmente riportata dal paziente a seguito dell’incidente. L’indagato, difeso dagli avvocati Franco Sammarco e Laura Gaetano, avrebbe incontrato i pazienti poco prima della visita da parte del medico-legale della compagnia di assicurazione per indottrinarli sulla sintomatologia da riferire nel corso della visita. Tesi accusatorie sulle quali il professionista ha deposto per ore chiarendo la sua posizione. Dopo la decisione del gip si resta in attesa della decisione del Tribunale della libertà di Catanzaro (misure personali) e di Cosenza (misure reali) che dovrà decidere sulle richieste delle parti. Il pm Cozzolino, che ha coordinato le indagini assieme al procuratore Dario Granieri, ha reiterato la richiesta d’arresto di dieci indagati e il sequestro di due studi legali, uno di pratiche auto e un centro di fisioterapia. Domenico Marino articolo tratto dalla Gazzetta del sud
Tratto da tvoggi salerno 07/05/2008 CRONACA TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI: ARRESTI A POTENZA E SALERNO
Denunciavano alle compagnie di assicurazione falsi incidenti automobilistici, con la "compiacenza" di un medico legale e di un liquidatore, e di alcuni testimoni "di comodo" per ottenere i risarcimenti (per un totale di oltre 200 mila euro), parte dei quali venivano poi utilizzati in altre attività: cinque persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza con le accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere, falsità materiale, truffa assicurativa e riciclaggio. I particolari dell'operazione sono stati illustrati stamani, nel capoluogo lucano, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal comandante del nucleo di Polizia tributaria di Potenza, il maggiore Roberto Maniscalco, e dal comandante provinciale di Potenza, il tenente colonnello Edoardo Margarita. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Potenza, Gerardina Romaniello, su richiesta del pm, Henry John Woodcock.
Delle cinque persone arrestate, una è detenuta in carcere (un medico legale di Salerno) e le altre quattro ai domiciliari: il perito liquidatore, il titolare di un'agenzia automobilistica di Potenza e la moglie, e il titolare di un bar del capoluogo lucano. Le indagini sono cominciate nel 2005. I "falsi sinistri" venivano denunciati attraverso la compilazione dei modelli Cid, falsificando le generalità dei responsabili e, in alcuni casi, delle vittime. Le pratiche erano poi avvalorate da certificati medici, anche questi falsificati dai responsabili delle truffe. Le pratiche di risarcimento (fino a un massimo di circa 16 mila euro) erano poi avvalorate dal medico e dal liquidatore, con il supporto di avvocati e falsi testimoni che, come compenso, secondo gli investigatori, diventavano poi "vittime" di altri incidenti. Secondo gli investigatori, parte dei risarcimenti sono poi stati utilizzati per l'acquisto di un bar a Potenza. Nel corso delle indagini, inoltre, sono state denunciate altre 29 persone, tre avvocati - due del foro di Salerno e uno del foro di Nocera Inferiore (Salerno) - sono stati temporaneamente sospesi dalla professione e sono stati sequestrati 12 conti correnti bancari e il bar nel capoluogo lucano. redazione Falsi c.i.d. attenzione
aggiornato il 5/3/2011 |
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